L’ultimo e orrido cattivo pensiero è che mentre gli stati uniti faranno una rivoluzione vera, dove fra 10 anni di carta di giornali ce ne sarà poca ma ci sarà giornalismo, salvato da giornalisti open minded e da soggetti imprenditoriali del web impregnati di cultura democratica (la stessa Huffington), noi saremo qui: i giornalisti di oggi saranno stati prepensionati o avranno raggiunto il Nirvana, i blogger pontificheranno al loro posto, gli imprenditori avranno venduto un po’ di start up alla Telecom o le avranno quotate. In Italia i figli dei giornalisti faranno i giornalisti, come i figli degli avvocati gli avvocati e i notai e i medici. Insomma mediocrità, per qualcuno aurea, ma mediocrità. La rete, intanto, sarà stata imbragata da leggi repressive, e ridotta a una piattaforma televisiva con sondaggi interattivi. Pochi geek vivranno in un’altra dimensione, separati dalle “masse” come da sempre sono stati gli intellettuali italiani.
– Vittorio Zambardino, “Giornalismo allo Iab: ovvero di un dibattito vecchio che si potrebbe far meglio” (via ludik)
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mentre mi leggo il nyer sul kindle. son soddisfazioni…
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