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“ il Sistema già ha deciso da lungo tempo di lobotomizzare i giovani con la moda dell’alcool e delle droghe chimiche; ha reso insanabile il divario fra immaginario giovanile e programmazione scolastica; ha tolto loro la possibilità di aver punti di riferimento…Ma che un ragazzino debba andare a scuola facendosi il segno della croce, nella speranza di uscir da quegli angusti spazi con le proprie gambe, no, questo proprio no, è inaccettabile: e che ti fanno i nostri politici, perdon tempo in baruffe patetiche come quella di Villari…Mentre le nuove generazioni naufragano nelle sabbie mobili dell’Oggi…Erode almeno li ammazzò che eran ancora in culla. ”
contenebbia (via petarda)
Nel rebloggare petarda aggiungo il mio commento a contenebbia (mi si scusi l’autoreferenzialità):
Qui si taglia mentre i tetti cadono. M’è venuto in mente La Scuola di Luchetti / Starnone, con la professoressa pensionata che non si trova più ed è finita sotto il tetto sprofondato della biblioteca. Qui si taglia mentre la scuola sprofonda sotto il suo vecchiume. E a parte queste tragedie, c’è la farsa di ogni giorno.
Ma ci pensi a come si deve sentire un bambino, o un ragazzo, o una bambina, o una ragazza, che a casa ha il computer, in tasca il telefonino, e in giro per casa dvd, schermo piatto e altre diavolerie, e poi ogni mattina arriva in una scuola che è un museo fatiscente, un pezzo di archelogia coi banchi con sopra ancora i buchi per metterci i calamai, e il gesso che stride sulla lavagna e il vecchio professore che parla parla parla. (E lo scrivo qui perchè lo so bene, visto che sono io questo vecchio prof.)
(via aitan)